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Brindiamoci su…pericolosamente

tratto da “Amicizia” e “San Carlino 1900″ – due atti unici di E. De Filippo
audio e luci Giovanni Porcaro
scene e costumi MuricenaTeatro
coreografie Angela Agrillo
graphic design Armando Ianuale

adattamento e regia Daniele Marino

con Marianita Carfora, Giuseppe Romano, Federica Altamura, Antimo Casertano, Angela Agrillo, Daniele Marino.

Amicizia un breve atto unico scritto da Eduardo de Filippo nel 1952, contenuto nella raccolta “Cantata dei giorni dispari”. L’opera narra la storia di un certo Alberto Califano che da diversi anni non fa visita all’amico Bartolomeo Ciaccia. Quando lo incontra, viene a sapere che l’uomo è ormai alla fine dei suoi giorni. Bartolomeo ha una sorella, Carolina, che lo accudisce e tenta di esaudire tutti i suoi desideri. L’infermo si rende odioso con il suo comportamento e l’amico si ritrova a dover interpretare diversi ruoli per venire incontro alle esigenze del malato. Nel finale sarà proprio Alberto a venire colpito da una confidenza che Bartolomeo gli rivela ingannato dal travestimento dell’amico, infatti saprà che il figlio primogenito è nato da una relazione della moglie con Bartolomeo. L’atto unico Pericolosamente, invece, è datato da Eduardo 1938. Non si hanno notizie certe però sulla prima messa in scena. Originariamente la pièce s’intitolava Fuori sipario («Scene di Eduardo De Filippo»); titolo che sembra attribuirle la funzione di intermezzo, di fuori programma comico. Solo successivamente, in occasione di una ripresa nel 1947, l’atto unico fu intitolato San Carlino 1947 (diventato poi San Carlino 1900… e tanti, nell’adattamento televisivo del 1956) e infine, a partire dall’edizione radiofonica del 1956, Pericolosamente. Al centro della pièce è una bisbetica, personaggio tipico del genere farsesco. Dorotea è una brava donna, ma ha un carattere così impossibile che – a detta del marito Arturo – può essere domata solo a colpi di pistola.

L’arma, di cui egli si serve, anche più volte al giorno, naturalmente è caricata a salve, ma Dorotea non lo sa e ogni volta crede di dovere la propria salvezza a un miracolo. Come si vede, lo spunto è perfettamente paradossale e non ha nulla di realistico. Per poter sviluppare l’intreccio fino allo svelamento del trucco e all’epilogo farsesco, Eduardo si serve, oltre che della coppia marito domatore-moglie domata, di un terzo personaggio, Michele, un amico del primo, in cerca di una stanza da affittare dopo quindici anni trascorsi in America. Da allibito testimone dell’incredibile comportamento di Arturo, Michele si trasforma, una volta venuto a conoscenza del trucco, in suo complice. Con Pericolosamente, per la prima volta in una commedia di Eduardo, le pistole sparano. Un colpo di revolver in una pièce teatrale ha di solito un esito drammatico e definitivo (si pensi a Hedda Gabler, o al Gabbiano). Qui invece lo sparo non mette fine all’azione, ma la rilancia. Nell’atto unico di Eduardo si spara continuamente e senza conseguenze (in questo si può leggere forse un’intenzione parodistica dell’autore); e l’effetto teatrale provocato dall’esplosione è sfruttato a fini non drammatici ma straordinariamente comici.

 

Photogallery 

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