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Nero vs Cani

tratto da “Scontro di negro contro cani” di Bernard-Marie Koltès
disegno luci Gianni Porcaro
scena e costumi  Barbara Veloce
graphic design  Armando Ianuale
addetto stampa  Annacarla Tredici
progetto fotografico Marcello Merenda

adattamento e regia Daniele Marino

con Pietro Juliano, Marianita Carfora, Yacoubou Ibrahim, Daniele Marino

“…i cani sì, loro accettano senza problemi ogni persona senza mostrare disagio di fronte alla diversità. Per gli uomini non è così e ci vogliono le condizioni, fatti o luoghi particolari, per costringerli a guardarsi e a comunicare; la guerra, penso, o la prigione; oppure, sicuro, un palcoscenico”  (Bernard-Marie Koltès)

Nel momento in cui il giorno cede il passo alla notte, in un emblematico avamposto della civiltà occidentale nel cuore nero della foresta africana, quattro personaggi confinati in un cantiere-palcoscenico, vittime di un razzismo feroce, intrecciano rapporti tra crudeltà e appassionati tentativi di comprensione. Creature sperdute in un luogo del mondo per loro alieno, circondate da enigmatici guardiani. Un gioco al massacro tra solitudini messe l’una contro l’altra, in una perenne lotta senza scampo. Unico spazio destinato al confronto è la scena, grado zero, spazio metaforico riservato all’immaginazione e all’incontro con la diversità. Chi prenderà l’Africa? Chi la perderà per sempre? Così la parola diviene incantesimo e lingua della violenza stessa, trasformandosi in arma, che Koltès forgia con maestria fino all’estremo delle sue possibilità evocative. Al di là della recinzione poi, la grande Africa, madre sofferente, “mammella del mondo”, dove l’amore si tramuta in desiderio animale verso l’altro diverso da sé, verso lo straniero, il negro. Questo spettacolo parte dal tema dello scontro-incontro tra individui, dalla sopraffazione secolare sul continente africano, dalla fascinazione che ho provato verso questi personaggi scolpiti nella pietra, che vanno sconfitti alla ricerca di un desiderio che gli dia motivo e testimonianza dell’esistere stesso. Quest’adattamento, che si pone l’obbiettivo di essere uno studio sull’opera più vasta di Koltès, lancia idealmente, nel campo di battaglia della scena, gli uomini e le donne di tutte le razze e la loro voce inascoltata. L’incomunicabilità trova vendetta nel corpo delle parole, quasi nel tentativo di esorcizzare la violenza disarmandola, per lasciarla sparire alta sopra l’Africa sconfinata senza Dio, fatta di spiriti e riti tribali, ancora straordinariamente seducente.

Photogallery

Clicca qui per vedere la scheda tecnica di NERO VS CANI

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